della dott.ssa Rossana Cal

 

Perché scegliere di fare una terapia EMDR?

Questo tipo di terapia è molto efficace per diversi disturbi clinici, come depressione, ansia, fobie, panico, dipendenze, lutti non elaborati ma anche in condizioni sub-cliniche.

Quante volte ci accade di reagire spropositatamente e non comprendere fino in fondo il motivo delle nostre emozioni e comportamenti?

Molti di noi hanno delle reazioni tipiche che si ripetono in diverse circostanze: chi si arrabbia e se ne va, oppure diventa particolarmente aggressivo, chi si ammutolisce e non risponde perché non trova la parole, chi vive un’esperienza emotiva o somatica intensa anche se la situazione è “apparentemente” neutra.

Molti sono consapevoli della disfunzionalità delle loro risposte comportamentali ma non riescono a fare diversamente, vorrebbero agire altre modalità ma è più forte di loro, certe reazioni vengono fuori automaticamente, senza possibilità di controllo.

 

Come possiamo spiegare certe nostre reazioni?

La realtà è che nulla avviene senza un motivo, ma le nostre reazioni dipendono da parti del cervello non governate dalla mente razionale. 

Freud già nel 1895 pensava“… che quest’uomo stia soffrendo a causa dei suoi ricordi”.

Le esperienze del passato vengono codificare nelle nostre reti di memoria e influiscono sulla nostra personalità, sul  modo di percepire il mondo esterno e sulle nostre reazioni a quello che ci succede.

Capita dunque che alcuni eventi del passato non siano stati completamente rielaborati e lascino una traccia, che prende la forma di una risposta comportamentale, in situazioni del presente che hanno delle analogie con il passato.

Secondo la terapia EMDR la presenza di un disagio, di un sintomo o di una patologia è sempre legata al ricordo – di una o più esperienze traumatiche – che si ripresenta periodicamente in un pattern specifico, ossia l’insieme di un’immagine, un pensiero negativo su di sé, un’emozione disturbante e delle sensazioni fisiche vissute al momento del ricordo traumatico.

Questi eventi, quando non vengono elaborati correttamente, rimangono immagazzinati e congelati nella memoria, così come sono stati vissuti originariamente e tendono a riemergere, nel tempo, in concomitanza di eventi precipitanti. 

Attraverso la terapia EMDR è possibile accedere alle informazioni disfunzionali immagazzinate in memoria, stimolare un processo di desensibilizzazione e rielaborazione di queste informazioni e portare la persona alla risoluzione profonda del malessere.

 

In quali altre situazioni è efficace?

È utile per quelle persone che hanno vissuto:

  • piccoli traumi, ossia esperienze soggettivamente spiacevoli che non hanno messo in pericolo la vita della persona ma che, tuttavia, sono state disturbanti perché hanno intaccato il valore della persona, come umiliazioni, offese, relazioni svalutanti
  • grandi traumi, ossia eventi gravi vissuti direttamente o indirettamente (perché hanno coinvolto persone care) che hanno portato alla morte o ne hanno compromesso l’integrità psico-fisica, come abusi, incidenti, disastri naturali.

 

Cosa significa EMDR?

EMDR è l’acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing ed è un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, che prevede un protocollo classico testato scientificamente e approvato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della sanità) perché evidence based, ossia è nota l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie inclusa la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto, i sintomi somatici e le dipendenze.

 

Lavorare sul passato

Il primo passaggio importante è ricostruire la storia della persona e le diverse esperienze che possono aver contribuito all’insorgere del disturbo attuale: magari si è trovata in specifiche situazioni che si sono rivelate critiche e/o fallimentari e si è strutturata una cognizione negativa, ossia un pensiero negativo su di sé che la porta a pensare di non essere capace di gestire, di non essere all’altezza o che il mondo sia pericoloso e degli altri non ci si può fidare.

Attraverso la terapia EMDR è possibile elaborare alcuni specifici ricordi che sono collegati alla situazione e al disagio che vive nel presente e che, nel passato, hanno prodotto specifiche esperienze disturbanti, da un punto di vista cognitivo, fisico ed emotivo, che si ripetono oggi in determinate circostanze.

In questi casi accade che la rievocazione di questi eventi produce le stesse reazioni di allora, come se il tempo non fosse passato: questo accade perché l’esperienza è stata memorizzata in reti di memoria che sono rimaste cristallizzate, bloccate e non integrate con il resto delle informazioni correlate alle successive esperienze di vita.

 

Come funziona la terapia EMDR?

L’intervento con l’EMDR prevede una modalità diretta per accedere ai ricordi immagazzinati in memoria e collegati agli attuali problemi clinici della persona, che ci aiuta a individuare rapidamente il bandolo della matassa, ossia quel momento preciso in cui alcune informazioni sono state immagazzinate in maniera disfunzionale.

 

Il trattamento EMDR prevede l’utilizzo di procedure standardizzate che includono:

  • la focalizzazione simultanea su immagini, pensieri, emozioni e sensazioni corporee legate all’evento traumatico
  • contemporaneamente il terapeuta produce una stimolazione bilaterale alternata, attraverso per esempio rapidi movimenti oculari, che sono gli stessi che, durante la notte nella fase REM del sonno, si attivano e ci consentono di immagazzinare le esperienze da ricordare ed eliminare quelle che non servono.

È fondamentale sottolineare che la stimolazione bilaterale non provoca stati ipnotici e la persona è completamente cosciente di quello che accade.

L’elaborazione di questi ricordi con EMDR consente di disattivare e ridurre le emozioni collegate e ci aiuta a “digerire” eventi difficili, ricollocandoli in modo costruttivo e adattivo nella nostra memoria.

Attraverso la desensibilizzazione del ricordo, necessaria per ridurre e far scomparire l’impatto emotivo, è possibile rielaborare il ricordo e fare in modo che l’esperienza traumatica venga percepita come lontana, distante da sé: la persona continuerà a ricordare l’evento vivendolo come parte di un passato lontano.

La rielaborazione aiuta inoltre a trasformare la valutazione cognitiva su di sé (l’idea che si ha di sé) sperimentando emozioni più adeguate alla situazione ed eliminando le sensazioni fisiche disturbanti. Il contenuto del ricordo viene integrato in una visione più matura e funzionale, con un rafforzamento dell’io.

 

Lavorare sul presente

Dopo aver lavorato sui target (eventi) del passato che si connettono con le situazioni presenti, è possibile affrontare le situazioni più recenti per integrarle con memorie più costruttive che contengono una nuova immagine di sé di maggior valore e sicurezza e nuove risposte comportamentali più funzionali.

 

Lavorare sul futuro

Successivamente si lavora per individuare strategie più funzionali anche per il futuro, quando magari la persona si ritroverà a sperimentare vissuti simili in relazione a specifiche situazioni di vita.

In questo modo è possibile rafforzare l’immagine di sé come maggiormente capace di gestire le circostanze percepite come pericolose, minacciose e sentire di avere le risorse per affrontare meglio qualunque contesto di vita.

Vuoi comprendere se il tuo stile comportamentale può essere migliorato con EMDR?